Una breve cronologia

1757
Antonio Canova nasce a Possagno (Treviso) il 1 Novembre da Pietro e Angela Zardo
1762
Dopo la morte del padre e il secondo matrimonio della madre con Francesco Sartori viene affidato al nonno Pasino Canova (1711-1794), scalpellino che fa lavorare con sé il nipote.
1768
Il suo primo protettore, il senatore Giovanni Falier, lo fa entrare nella bottega dello scultore Giuseppe Bernardi a Pagnano d’Asolo, al seguito del quale si trasferirà a Venezia, dove frequenta l’Accademia e la Galleria Farsetti studiandovi i gessi delle sculture antiche
1775
Dopo aver eseguito per il Falier l’Euridice e l’Orfeo (Venezia, Museo Correr) destinati alla sua villa di campagna, apre un suo studio nel chiostro di Santo Stefano a Venezia

1779
1780

Il 5 aprile del 1779 viene accolto tra i membri dall’Accademia veneziana, dopo aver presentato un Apollo in terracotta (Venezia, Gallerie dell’Accademia). Il 4 novembre dello stesso anno, dopo aver fatto tappa a Bologna e Firenze, giunge a Roma dove, ospite a Palazzo Venezia dell’ambasciatore veneziano presso la Santa Sede Gerolamo Zulian, ha occasione di visitare i monumenti della città e di conoscere la statuaria antica e moderna. Si reca ripetutamente alla Galleria Borghese, che aveva in corso il rimodernamento voluto da Marcantonio IV, dove mostra di apprezzare Bernini e di ammirare molto le opere dell’antichità classica. Nel contempo tesse relazioni con artisti italiani e stranieri tra cui, prediletto, il pittore scozzese Gavin Hamilton. Nel dicembre del 1780 riceve le commissioni di due marmi, l’Apollo che s’incorona (Parigi, Galerie Charpentier) e il Teseo vincente sul Minotauro (Londra, Victoria and Albert Museum), al quale si applica con abnegazione e che ottiene l’entusiastico giudizio dello studioso francese Quatremère de Quincy “le premier exemple donné a Rome de la véritable résurrection du style, du système et des principes de l’antiquité”, al quale Canova si legherà di profonda amicizia.
1787
Viene inaugurato nella Basilica dei Santi Apostoli a Roma il Monumento funerario di Clemente XIV, iniziato nel 1783, e Canova viene celebrato come il più grande scultore del suo tempo. In questo stesso anno lo scultore esegue il modello per il celebre gruppo di Amore e Psiche giacenti (Parigi, Louvre), che terminerà nel 1793 e che sarà successivamente acquistato da Gioacchino Murat. Basato sul racconto di Apuleio e ispirato a un dipinto di Ercolano, John Keats gli dedicò versi eloquenti: “Surely I dreamt today, or did I see the winged Psyche with awaken’d eyes?”
1789
1796
Tra il 1789 ed il 1791, lo scultore esegue tre delle quattro statue di amorini presenti in mostra, considerate una serie coerente all’interno della produzione canoviana, il Principe Lubomirski come Amore (Polonia, Castello di Lancut), l’Amorino Campbell (Lode, Cambridgeshire, Anglesey Abbey) e l’Amorino Latouche (Dublino, National Gallery of Ireland).
Verso la fine del 1794 l’imperatrice Caterina II di Russia chiede a Canova di recarsi presso la corte di San Pietroburgo, invito declinato dallo scultore, che però realizza per l’emissario imperiale, il principe Jusupov, una seconda versione di Amore e Psiche giacenti ed il quarto Amorino distinto dai tre precedenti per la presenza di due grandi ali e, come afferma lo stesso Canova in una lettera al conte, per eleganza e novità delle forme (entrambi San Pietroburgo, Ermitage).
1797
Il 19 febbraio Napoleone e il papa Pio VI firmano il trattato di Tolentino, che impone allo Stato pontificio di consegnare alla Francia molte opere d’arte. Nonostante la levata di scudi di artisti e intellettuali francesi contro questa disposizione, tra i quali Quatremère de Quincy, opere eccelse come l’Apollo del Belvedere prendono la strada di Parigi il successivo 9 maggio.
1798
Dopo l’esilio di Pio VI e la proclamazione della Repubblica Romana Canova torna a Possagno, recandosi poi a Vienna dove riceve la commissione per il grandioso Monumento funerario di Maria Cristina d’Austria. Viaggia quindi tra Praga, Dresda, Berlino e Monaco.
1802
Nominato da Pio VII cavaliere dello Speron d’oro e Ispettore generale delle Antichità e delle Belle Arti dello Stato della Chiesa, vede il suo Perseo trionfante collocato al posto dell’Apollo del Belvedere che era stato trasferito a Parigi, dove Canova si reca in autunno per modellare il busto di Napoleone.
1804
Si moltiplicano le commissioni: tra le più importanti la Venere Italica, che avrebbe sostituito nella Tribuna degli Uffizi la Venere dei Medici, inviata a Parigi nel 1802, e la Paolina Borghese come Venere Vincitrice, il ritratto giacente e idealizzato della sorella di Napoleone commissionato dal marito, principe Camillo Borghese, concluso nel 1808.
1808
Al Salon di Parigi vengono esposte con grande successo la Maddalena penitente, eseguita negli anni 1794-1796, la Letizia Ramolino Bonaparte, realizzata negli anni 1804-1806 per la madre di Napoleone, la Ebe e il gruppo di Amore e Psiche stanti, ideato nel 1796 per il colonnello John Campbell ma ceduto a Gioacchino Murat che nel 1801 lo colloca nel castello di Villiers-la-Garenne presso Parigi.
1812
Giuseppina de Beauharnais invia l’11 giugno il proprio segretario, J.J. Deschamps, presso lo scultore con la proposta di lavorare ad un gruppo in marmo che raffiguri l’antico tema delle Tre Grazie (San Pietroburgo, Ermitage), opera tra le più note e celebrate anche per essere stata ottenuta da un unico blocco lapideo. La gestazione ed i tempi di esecuzione sono complicati dalla morte della committente, avvenuta nel maggio del 1814, e la scultura viene consegnata al figlio, Eugenio de Beauharnais, solo nella primavera del 1817.
1815
Nominato da Pio VII capo della delegazione della Santa Sede al Congresso di Parigi, negozia e consegue la restituzione delle opere d’arte che i francesi avevano ottenuto con il Trattato di Tolentino del 1797. Si trasferisce nell’ottobre a Londra, per prendere visione dei marmi del Partenone acquistati da Lord Elgin, che saranno per lui una grande rivelazione.
1819
1820
Canova torna al tema della figura giacente, dopo l’esecuzione della Paolina Borghese, con esemplari come la Naiade giacente (New York, Metropolitan Museum of Art), su commissione di Lord Darnley, e la Ninfa dormiente (Londra, Victoria and Albert Museum), incaricato da Henry Petty Fitzmaurice, terzo marchese di Lansdowne.
1822
Il 13 ottobre muore a Venezia, dove vengono celebrati grandiosi funerali. La sua scomparsa viene percepita come un lutto per la società e la fine di un’epoca.
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