Canova e la Galleria Borghese Sale Sale    
 
 
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SALA V
SALA VI

SALA V - LA MADDALENA PENITENTE
Il soggetto della Maddalena può essere considerato la Venere sacra contrapposta alla Venere profana.
Fu eseguita tra 1793 e 1796 per Giovanni Battista Sommaria e collocata nel palazzo parigino del collezionista, suggestivamente ambientata tra cortine di seta nera e viola, cosa che favorì la sua enorme fortuna presso i contemporanei, prolungata anche in età romantica quando l’apprezzarono Stendhal e i romantici milanesi.
La sensibilità verso Bernini, che Canova veniva continuamente a studiare nella Villa Borghese, traspare da quest'opera attraverso la straordinaria levigatura e la patinatura della superficie del marmo, che ottiene effetti di morbidezza tali che sembrarono superare i limiti della tecnica della scultura e i confini stessi tra le arti, in gara per gli effetti cromatici con la pittura. Assieme alle affinità tecniche si rilevano richiami formali con le opere giovanili di Bernini, come le lacrime sulla guancia della Proserpina (che si può vedere nella stanza accanto) o come la porzione di terreno ben identificabile su cui giace la figura che, analogamente a quanto avviene per l'Apollo e Dafne, forma un piccolo palcoscenico per l'azione. L’opera qui unita ai due bozzetti testimonia con completezza il processo creativo di Canova.

SALA VI - IL GLADIATORE
E' nella celebre "Stanza del Gladiatore" (oggi Sala VI o dell’Enea e Anchise, dal nome delgruppo scultoreo del Bernini) che vengono esposti i due splendidi disegni di Canova, a testimonianza della profonda impressione suscitata nel giovane scultore da quello che nei Quaderni di Viaggio definì il “gladiatore sorprendente”.
Restaurata tra il 1780 e il 1784 da Antonio Asprucci e considerata dai contemporanei come esempio di perfetta sintesi fra le “arti maggiori”, la Sala dispiegava il suo apparato decorativo e i preziosi ornamenti intorno alla celeberrima statua del cosiddetto Gladiatore combattente (Parigi, Museo del Louvre) firmata dallo scultore greco Agasia di Efeso, gioiello della collezione borghesiana fin dai tempi del cardinale Scipione.
Nel 1807 la Villa venne privata della sua collezione di antichità, ceduta a Napoleone Bonaparte dal principe Camillo Borghese: l’aspetto originario di quello che era il più famoso ambiente della Villa Pinciana, vero e proprio modello di rinnovamento stilistico in Italia e in Europa, ci è tramandato dai disegni di Charles Percier, eseguiti in occasione del suo soggiorno romano (1786-1791).