Canova e la Galleria Borghese Sale Sale    
 
 
ingresso salaI-II-III-IV salaV-VI salaIX-X salaXI salaXII salaXIV salaXVI-XIX Tutte le opere  
 

SALA XI

SALA XI - I DISEGNI
Pensieri delineati a lapis” è la definizione offerta da Giambattista Sartori, fratello ed erede universale dell’artista. Dalle sue parole emerge il senso d’urgenza di “gittare sulla carta il suo pensiero con pochi e semplicissimi tratti, che più volte ritoccava” (Cicognara, 1823).
I disegni di Canova suscitano continua sorpresa e meraviglia per la modernità dell’artista, sono la testimonianza del suo processo creativo e permettono di seguire le mosse del suo genio a partire dall’”idea”, consegnata a pochi veloci e aggrovigliati tratti di matita. Quei tratti di matita che hanno già la valenza atmosferica che egli vuole imprimere alla scultura finita e che si tradurranno nel marmo negli effetti sensuali dell’”ultima mano”.
Nelle tempere Canova interpreta i miti antichi trasformandoli in esperienze personali e nostalgiche restituite in un’atmosfera impalpabile ricca di suggestioni derivate dal mito delle pitture antiche di Pompei ed Ercolano. Le flessuose movenze delle Grazie dipinte da Canova in due tempere di particolare bellezza sono presentate in un confronto di straordinaria assonanza con i temi decorativi della Villa: nella Sala delle Baccanti, la cui volta affrescata da Felice Giani riproduce il tema della levità della danza, e nella Sala adiacente, dal soffitto decorato con scene del mito di Ganimede di Vincenzo Berrettini.